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18 e 19 Marzo – Pratichiamo in amicizia a Carrè (VI)

L’associazione sportiva “Kyo Mizu Kan”

in collaborazione con i Dojo di Ronchi dei Legionari (GO) e Milano: Niten, Mushin Kan, Kasumi e Seishin Ryoku

organizza uno stage promozionale di Spada Giapponese della scuola

Tenshin Shōden Katori Shintō Ryu

come ogni anno lo spirito sarà “Pratichiamo in amicizia”

Lo stage sarà dedicato alla memoria dell’amico e compagno di pratica Fabio Cappello

stage coordinato dai Maestri (V Dan Menkyo Mokuroku)

niten hogaku susanoo

Sabato 18 marzo 2017 dalle 14.30 alle 18.30
Domenica 19 marzo 2017 dalle 9.30 alle 13.30

Presso la Palestra delle scuole Elementari
Via Compans – Carrè (VI)

Quota di partecipazione: 10 euro

Per informazioni:
Alarico Guzzonato (VI): 340 6894805 – alaricoguzzonato@yahoo.it
Alessandro Crizman (GO – TS): 345 8631130 – niten@libero.it
Carlo Faleschini (MI): 349 2673331 – carlo.hogaku@gmail.com

Lo stage è aperto a tutti i praticanti di tutte le Federazioni e Associazioni, purché in regola con le rispettive assicurazioni

Sarà formato un gruppo per neofiti diretto e assistito da idonei istruttori

Stage patrocinato da

comchiuppano jitakyoei ame usrarcobaleno comune carrè
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a Fabio

Fabio

Siate cortesi fatemelo ricordare così. Provo disgusto a dire che era una bella persona. Perché lo era! Ma miseramente lo si dice di ognuno. Mai una polemica, mai un rancore, mai un risentimento. Unito al gruppo partecipava appieno ad ogni iniziativa, lo era insieme e da protagonista. Erano anni che condividevamo pratica e commenti sull’universo mondo rubati tra un katà e l’altro, prima della doccia, mentre ci cambiavamo, mentre si camminava verso l’osteria, anche prima di addormentarsi durante i numerosi stage
al quale comunemente si partecipava. Con lui tutti uniti. Ricordo che settimana scorsa l’ho tormentato per l’indolenza del suo abbigliamento, gli avevo promesso nuove magliette e felpe.

Più di una volta l’ho assillato che lui era il futuro, noi, oramai, eravamo datati e prossimi ad un decadimento senza ritorno, lui, diversamente, per età e per animo rappresentava il futuro. La differenza anagrafica mi ha permesso di accelerare nei consigli, utili e inutili.

Sei svanito senza nemmeno aspettare la primavera, a pochi metri dal traguardo. L’inferno polare delle mie convinzioni mi porta a credere che non ci incontreremo più, eppure mi manchi e non so cosa darei per vederti e incrociare i nostri boken. Non so se riuscirò più a praticare aikido.

Non so se siamo foglie sbandate da un vento improvviso, oppure se ad ognuno è dato il suo tempo, quel che rimane è un’inquietudine, un malessere che nemmeno uccide, un dolore sottile che ti striscia dentro. Un dispiacere che ti scava la carne e che ti lascia spossato. Ripartire è sempre più difficile.

Ho corso per anni, sentendo il cuore che mi sfondava il petto, e tu, mi lasci in questo modo effimero senza nemmeno aver percorso fino in fondo la tua primavera, senza aver potuto affrontare l’estate, senza goderti le grazie dell’autunno, per poi infine accomodarti accanto al focolare e sentire l’inverno battere alle imposte.
Che infame e grottesca è la vita, improvvisamente ad un bivio senza nemmeno poterci salutare. Che la terra ti sia lieve e che il tuo sorriso ci sia di monito, spero di non dimenticare la tua lezione.

Non si sa mai, c’è qualcosa da capire
Per quanto il senso sia difficile da dire
Difficile da dire per quanto il senso sia
C’è qualcosa da capire, non si sa mai
Impotente difesa masticata preghiera
Rende sopportate fame fatica orrore
Le sofferenze allevia amate creature
Tiene al caldo chi è solo di necessità
Tratto da: Polvere, L. L. Ferretti

J’aime de vos longs yeux la lumière verdâtre,
Douce beauté, mais tout aujourd’hui m’est amer,
Et rien, ni votre amour, ni le boudoir, ni l’âtre,
Ne me vaut le soleil rayonnant sur la mer.

Mi piace dei tuoi lunghi occhi la luce verdastra,
dolce beltà, ma oggi tutto per me è amaro,
e niente, né il tuo amore, né il fuoco, né il tuo boudoir
mi compensa del sole che fiammeggia sul mare.

Tratto da: Canto d’autunno, Les Fleurs du mal – Spleen et Idéal – Charles Baudelaire

claudio, ventitremarzoduemilasedici

 

Buongiorno mi chiamo Tiberio

25 aprile 2015 – Tiberio

Tiberio


Tiberio Claudio Druso Buso
(nome postumo Nuvola Bianca) in latino Tiberius Claudius Drusus Busus.

Nuova vita nuovo nome.

Intanto perché il suo omonimo Nuvola Bianca, capo tribù degli Iowa, fece una fine miserrima, ossia il fenomeno da baraccone a Parigi a metà dell’Ottocento. Davanti a un pubblico eterogeneo composto da elementi della buona borghesia e del popolino della capitale francese, insieme ad altri pellerossa tutti rigorosamente in costume tradizionale, si esibì stancamente ripetendo la danza della pioggia, rievocando battaglie, scene di caccia e altri riti dei nativi americani. Era un capo melanconico, come lo definì George Sand (pseudonimo della scrittrice Amantine Aurore Lucile Dupin), “… un uomo ridotto a clown di mondi lontani”. Poi, perché la sua zoppia ha precedenti illustri e non è un segno di per sé negativo. Infine, perché proviene da quell’area che per tanti secoli fu politicamente e amministrativamente caput mundi.

Il nome Tiberio proviene dal latino “Tiberius” a sua volta legato alla dicitura “Tiberis” (Tevere), ovvero, sacro al Tevere o nato presso il Tevere. Per questo Tiberio è il suo primo nome.

«Claudicante» è il participio presente del verbo “claudicare” e significa zoppicare. Il cognomen romano Claudius deriva dalla nobile gens Claudia famiglia della prima età repubblicana ed è ritenuto di origine sabina. Il nome della gens Claudia aveva quale origine in “claudus” (“zoppo”). Vi è da dire che questo è frequente nell’onomastica latina, “Cecilia” deriva da “caecus”, cieco. Questo nome è associato al console e censore del IV secolo a. C. Appio Claudio il Cieco, che fece realizzare il primo grande acquedotto e la Via Appia. Si chiamarono così gli imperatori romani Tiberio Claudio Germanico e Claudio Nerone Cesare Druso.

Tiberio Claudio Cesare Augusto Germanico fu il quarto imperatore romano. Druso maggiore o Nerone Claudio Druso
Germanico è stato un capace capo militare e un accorto politico. Claudio in francese è diffuso nella forma Claude.

Tra i personaggi celebri si ricordano il poeta latino pagano Claudiano, vissuto nel quinto secolo; il pittore francese Claude Monet; il compositore e musicista cremonese Claudio Monteverdi (1567-1643), il compositore francese del Novecento Claude Debussy. E’ profondamente legato a Tucky. Tiberio e Tucky, pur non conoscendosi, hanno condiviso un comune percorso di liberazione.

Infine, essendo Tiberio Claudio Druso Buso un maremmano, coniughiamo il suo carattere innato con i presupposti collegati al nome, ovvero è come tale un capo riconosciuto del gruppo sociale a cui appartiene, il suo ruolo gli deriva dall’autorevolezza che manifesta con naturalezza con la facilità di chi l’ha iscritta nel proprio patrimonio genetico.

Speriamo nell’esercizio della democrazia, che il suo temperamento non lo porti a discutere su ogni cosa, che Guia e Greta lo consiglino e ne animino la capacità di mediazione.

25 aprile 2015: 70° anniversario della Liberazione. Mai una data fu più profetica, un nuovo membro emancipato dalla gabbia all’interno della famiglia. Noi, abituati alla democrazia parlamentare, avremo a che fare col continuo tentativo di un colpo di stato da parte di un furbacchione che con sguardi languidi cercherà di fare ciò che gli pare, armati dei no che aiutano a crescere resisteremo.

Il CLN clandestino aveva deliberato l’insurrezione per il 25 aprile al grido di: “Mai più senza cane!” e dunque tutti sono pronti allo sbarco di Tiberio sul Naviglio.

Amici miei buona giornata, Aldo dice 26×1, Tiberio disfarrà lo zaino e un’altra gabbia sarà liberata!
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Chi non ha mai posseduto un cane, non può sapere che cosa significhi essere amato.
Schopenhauer

Se le preghiere di un cane fossero ascoltate cadrebbero ossi dal cielo.
Rainer M. Rilke

Quando si sceglie di vivere con un cane è per sempre. Non lo si abbandona. Mai. Mettetevelo in testa, prima di adottarne uno.
Daniel Pennac

Non crediate che sia crudele tenere un cane in un appartamento cittadino: la sua felicità dipende soprattutto dal tempo che potete trascorrere con lui, dal numero di volte che vi può accompagnare nelle vostre uscite; al cane non importa nulla aspettare per ore e ore davanti alla porta del vostro studio, se poi ne avrà in premio dieci minuti di passeggiata al vostro fianco. Per il cane l’amicizia personale è tutto. Ricordate però che in questo modo vi assumete un impegno tutt’altro che lieve, perché dopo è impossibile rompere l’amicizia con un cane fedele, e darlo via equivale a un omicidio.
Konrad Lorenz

I cani non si sbagliano mai.
Arthur Conan Doyle

L’amore per un cane dona grande forza all’uomo.
Seneca

Musica consigliata: Fischia il vento e Bella ciao. I Fought the law versione dei Clash. La Cathedrale engloutie di C. Debussy. I love my dog di Cat Stevens.

Numerosi scrittori e poeti riferiscono le lodi del cane, tra tutti C. Dickens, R. Kipling, C. Baudelaire e V. Hugo, le pagine più emozionanti e più struggenti saranno di Jack London.

Ma non possiamo dimenticare ciò che significa il 25 aprile, per cui, per riflettere sull’indole umana, consigliamo: Se questo è un uomo di Primo Levi e La storia di Ettore Castiglioni. Alpinista, scrittore, partigiano di Marco Albini Ferrari.

Pittura: Giotto, nella cappella degli Scrovegni, dipingerà il cane di Gioacchino atto a consolare il padrone con uno sguardo profondo, figura retorica che testimonia il cane sempre accanto all’uomo anche nei momenti più difficili. Tiziano, profondo amante del cane, lo rappresenta partecipe e co-protagonista in numerosi dipinti.

Film: Figli di un dio minore (R. Haines, 1986) e La tregua (F. Rosi, 1997).

Fiaba: Becco di rame.

Per non dimenticare la convivialità, che favorisce la comunicazione aggiungiamo anche questi modesti consigli:
Primo piatto: pasta coi muscoli alla Marani. Pizzoccheri.
Secondo: costata con chicchi d’uva e contorno di funghi porcini trifolati e verdure alla griglia. Baccalà alla veneziana con crostini di polenta. Stracotto d’asino. Patate al forno. Cime di rapa stufate.
Vino bianco: Verdicchio di Montecarotto (provincia di Ancona).
Vino rosso: Cabernet del Corno di Rosazzo, denominazione Colli Orientali del Friuli. Sforzato di Valtellina.
Torta alle noci e frutti di bosco.

lancio
In memoria di tutti coloro che hanno dato la vita per questo maledetto ingrato paese.


E allora come sentì vicino Odisseo
Mosse la coda, abbassò le due orecchie
Ma non poté correre incontro al padrone
Ed il padrone, voltandosi si terse una lacrima…
Ed Argo, il fido cane, dopo che visto
Ebbe, dopo dieci e dieci anni, Odisseo
Gli occhi nel sonno della morte chiuse …
Omero, Odissea (libro XVII, versi 290-329)
In memoria di Greta, Guia, Alice, Spike, Dolly, Nina ed Ettore.

ALDO DICE 26X1

25 aprile 1945 – 25 aprile 2015.

In memoria di tutti coloro che hanno dato la vita per questo maledetto ingrato paese.

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A tutti i comandi zona.
Comunicasi il seguente telegramma: ALDO DICE 26 x 1 Stop Nemico in crisi finale Stop Applicate piano E 27 Stop Capi nemici et dirigenti fascisti in fuga Stop Fermate tutte macchine et controllate rigorosamente passeggeri trattenendo persone sospette Stop Comandi zona interessati abbiano massima cura assicurare viabilità forze alleate su strade Genova-Torino et Piacenza-Torino Stop 24 aprile 1945

Oltre il Ponte ci aspetta la VITA
un breve testo sulla Liberazione
Il programma delle celebrazioni per i 70 anni della Liberazione

Greta

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Gallerie Fotografiche

Ecco alcune gallerie di foto degli eventi a cui abbiamo partecipato di recente.

Vista, inquadrature, scatti e composizione a cura del nostro Dojo-cho Claudio Lamonica.

Un ringraziamento ed un sacco di buoni pensieri a tutti coloro quelli che hanno partecipato e che ci hanno consentito di crescere e stare bene insieme sul tatami.

Spesso è difficile incontrarsi e misurarsi con i nostri bisogni di crescita e cambiamento, farlo con tutti e ciascuno di voi/noi è un privilegio ed un piacere.

Seminario Carlo Faleschini Novembre 2014
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Stage con Esami Sergio MorStabilini, Alessandro Crizman, Carlo Faleschini, Salvatore Mazzoleni, Marco Liut Giugno 2014
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Dragon Day 2013 Dimostrazioni con Gianfranco MorStabilini
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Commemorazione Hatakeyama Goro Sensei 2013
Stage a Cornaredo Carlo Faleschini Novembre 2013
Seminario Tameshigiri e Lancio 2012
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Seminario Promozionale Febbraio 2012
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Tameshigiri Serrano

Ecco la clip del seminario di taglio del prosciutto presso il MuShinKan Dojo … e’ stata una bella e gustosa esperienza indubbiamente più saporita di quelle di taglio dei paglioni.

Complimenti e auguri di buone feste a tutti coloro che hanno partecipato e a chi avrbbe voluto ma non poteva

La IV comemorazione del M°Goro Hatakeyama

Elogio di Franca, donna sincera

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Villastanza di Parabiago 1928 – Milano 2013

Elogio di Franca, donna sincera

Ricordo un’intervista a Franca Rame a cuore aperto e senza infingimenti, come solo lei sapeva fare. Risale agli anni Novanta e mi sfugge ora sia il nome del settimanale che del giornalista, ma ricordo benissimo la domanda e la risposta. Le venne chiesto quale fosse la cosa che le era maggiormente pesata negli anni Settanta, gli anni del movimento. Lei, con la sua sincerità disarmante e senza schemi che le era congeniale, rispose: “Il fatto di non poter avere una colf che mi aiutasse a conciliare il teatro, l’impegno politico e la vita familiare. Veniva considerato da sciure borghesi avere un aiuto. Il problema è che ero da sola a lavare, pulire, a organizzare tutte le cene dei compagni. Arrivavo a sera stanca morta. Poi, passata questa moda, sono riuscita a farmi aiutare da un’altra donna.”

Franca aveva esposto con semplicità uno dei maggiori problemi che affliggono in Italia tutti, sinistra compresa: il carico dei lavori di riproduzione. Nessuno ne parla, questo è grave, perché, alla prova dei fatti, spettano sempre a qualcun altro (leggi: qualcun’altra). È un residuo patriarcale, una cosa su cui ci sono dei tabù peggiori della sessualità, ma è un fatto indispensabile per gestire la vita di tutti i giorni. Franca aveva, nella sua spontaneità, messo sul tappeto uno dei problemi che non ci permettono di fare il salto di qualità rispetto a stili di vita più tradizionali. La formula del lavoro domestico che più d’ogni altro dovrebbe avere il vecchio slogan: “Lavorare meno, lavorare tutti.”

Per ciò che ci riguarda, nel nostro piccolo, devo dire con orgoglio che il dojo Kasumi, invece, brilla per equità nella divisione dei compiti. Da noi, chi prima arriva prima pulisce. Abbiamo cercato, nel nostro piccolo, di vivere la coerenza tra grandi ideali e incombenze quotidiane.

Grazie, Franca. Ciao, piccola grande donna.

Tiziana C.

La clip e’ aggiunta dalla redazione, contando che vi coinvolga quanto ha fatto con me
https://www.youtube.com/watch?v=EoJv-SdsMdg

Don Andrea Gallo (1928-2013).

dongallo

“Non ha mai temuto di sporcarsi le mani” dice don Ciotti, sul pulpito per l’ultimo saluto all’amico don Gallo. “I poveri, gli ultimi quelli che fanno più fatica sono coloro che ci aiutano a trovare Dio. Grazie Andrea per i tratti di cammino fatti insieme. Grazie per le porte che hai aperto e hai lasciato aperte. Grazie per aver testimoniato una chiesa che sta dalla parte delle dignità, una chiesa che non dimentica la dottrina, ma che non supera l’attenzione per gli ultimi e i dimenticati.”

… prosegue don Ciotti. Il ‘prete di strada’ che “ha saputo dare un nome a chi un nome non aveva” era “innamorato di Dio e dei poveri. Ha sempre detto che la chiesa non doveva pronunciare ‘l’extra omnes’ ma il ‘dentro tutti’: i gay, i poveri, i carcerati, i tossicodipendenti”. Don Gallo uomo, don Gallo partigiano, don Gallo prete che “sapeva cercare nel Vangelo una piattaforma comune per tutto ciò che ci unisce. Non ha mai chiesto credenziali di fede ma non faceva sconti: pretendeva che tutti imparassero a stare alla tavola dei poveri“.

24 maggio 2013